La dolcezza non è una resa
Ci hanno insegnato che per cambiare bisogna premere, correggere, sbrigarsi. Ma tra il sapere e il poter cambiare c'è uno spazio difficile , e forse è proprio lì che comincia la dolcezza. Ci sono fotografie che capiamo solo dopo averle scattate. Sul momento qualcosa ci colpisce, ci chiama, ma non sappiamo dire cosa. L'immagine arriva prima del pensiero. Questa, per me, è una di quelle: una bocca vicina a un fiore, il momento prima di un soffio. Quando l'ho scattata non cercavo un significato. Mi aveva colpito la vicinanza. Una bocca che si avvicina a qualcosa di fragile senza toccarlo, senza prenderlo, senza rovinarlo. C'era intimità, ma non possesso. Presenza, ma non invasione. Solo dopo ho pensato che quella foto parlava di dolcezza. Per molto tempo l'ho immaginata come una forma di gentilezza: un modo garbato di stare al mondo, l'attenzione a non ferire. Qualcosa di bello, certo, ma quasi secondario. Un dettaglio del carattere, non una cosa importante. Poi ho ...